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Archive for marzo, 2013

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I PARASSITI ESTERNI NEMICI DEL CANE “Pulci, Zecche e Zanzare”

parassiti dei cani

Quando è in arrivo la bella stagione, è necessario proteggere i nostri amici cani dall’attacco di parassiti come zecche, pulci e zanzare. Parliamo della salute del nostro cane, quindi, è buona norma utilizzare rimedi  innocui per il cane ma allo stesso tempo efficaci.

LE PULCI
Le pulci sono dei parassiti che arrecano molto fastidio ai nostri cani, infatti può bastare anche un solo morso per provocare l’arrossamento della cute ed innescare un fastidioso prurito che può portare fino alla lesione dei tessuti con perdita di pelo e sanguinolento. La pulce adulta non rappresenta un grande pericolo perché ha vita breve, infatti vive solo poche settimane, invece il nemico maggiore è rappresentato dal bozzolo che può sopravvivere anche più di un anno prima di schiudersi e comparire in un qualsiasi periodo. I prodotti antiparassitari sono molto efficaci sulla pulce adulta, ma molto meno contro le uova e le larve. Per questo motivo un corretto trattamento antipulci e una regolare igiene dovrà riguardare non solo il vostro cane, ma principalmente la casa

Il nostro cane si gratta, si lecca, notiamo delle zone di arrossamento, notiamo dei piccoli insetti piatti di colore marrone scuro attraverso il pelo, vediamo minuscoli granuli neri sul pelo del nostro cane?

Se le vostre risposte sono tutte affermative purtroppo il vostro cane è stato morso dalle pulci. E’ buona norma intervenire immediatamente consultandosi con un veterinario prima di acquistare prodotti poco efficaci e non adatti al vostro cane.

ZECCHE
Le zecche, a differenza delle pulci, sono dei parassiti molto pericolosi, vivono nell’erba, nei cespugli, nelle zone umide e si riconoscono perché hanno otto piccole zampe e il periodo di maggiore concentrazione è quello estivo e di fine  primavera. Le dimensioni delle zecche, dipendono dal sesso e dalla quantità di sangue che hanno prelevato al nostro cane. Ed è proprio per questo motivo che  il controllo e la prevenzione sono di fondamentale importanza per la salute del vostro amico a quattro zampe.

ZANZARE
Mentre le pulci e le zecche, con il giusto controllo possono essere individuate e debellate in modo definitivo, le zanzare invece, agiscono in maniera silenziosa e dei danni arrecati, ce ne accorgiamo troppo tardi.

Per debellare le zanzare, è molto importante la prevenzione perché le zanzare, possono provocare malattie come – Filariosi Cardiopolmonare:

Concludendo, per evitare la propagazione dei parassiti in generale, sarà necessario seguire piccoli accorgimenti come:

–          pulire accuratamente i luoghi della casa frequentati dal cane

–           lavare spesso con acqua e sapone naturale i cuscini, le coperte utilizzati                   dal cane

–          la sua  cuccia

–          l’automobile se lo trasportate spesso

–          lavare periodicamente i suoi giocattoli,  strofinandoli con acqua e aceto

Per la prevenzione dei parassiti esistono in commercio collari, spray, polveri, shampoo ma in ogni caso è sempre meglio consultare il veterinario che potrebbe optare per soluzioni differenti adatte e mirate al vostro cane.

Francesco Damico COACH4DOGS Cell. 3202982429

info@educatoreaddestratorecinofilo.it

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IL CANE COMPAGNO DI VITA DELL’UOMO E DEI BAMBINI

cani e bambini

Accompagnare la crescita dei nostri bambini con la presenza di un cane in casa, può rappresentare un valore aggiunto all’educazione e al tipo di esperienze che intendiamo far vivere ai nostri figli.

La presenza di un cane, educa alla “diversità”, perché dimostra al bambino che oltre agli esseri umani, ci sono anche altri esseri viventi che meritano rispetto e che sono in grado di offrirci tanto dal punto di vista affettivo.

Grazie alla sua storia e alla sua evoluta domesticazione, il cane è sicuramente l’animale con cui  si riesce maggiormente a comunicare .
Se avete deciso di prendere con voi un cane, prima della scelta, è molto importante interpellare (una di queste figure)   “Educatore o Addestratore Cinofilo, Veterinario” esperto, che sia in grado di consigliarvi la razza che potrà  maggiormente adattarsi al  vostro contesto familiare, tenendo conto di tanti fattori importantissimi come: gli spazi a lui destinati, il tempo che potrete dedicare al vostro nuovo amico a quattro zampe, l’età dei bambini e tanti altri fattori.
La scelta di adottare un cucciolo non deve assolutamente  essere presa in maniera superficiale, ma la prima cosa da insegnare ad un bambino, è  proprio l’enorme responsabilità che comporta ad avere un cane. Infatti, il nuovo amico a quattro zampe, ha bisogno di cure e attenzioni e non può essere considerato e trattato come un “giocattolo”. E’ opportuno invece, paragonarlo a un compagno di vita e di avventura, ma sempre nel reciproco rispetto della loro specifica natura.
Per capire meglio come gestire tale delicata relazione e’ opportuno consultarsi con un esperto cinofilo e un pediatra.

Il cane, è in grado di offrire al vostro bambino, una piacevolissima e divertente compagnia, creando un rapporto di affetto e di complicità, diventando così un compagno di giochi e di scambi di affettuosità, ed è capace di intendersi senza alcun bisogno di parole. Per il bambino, l’incontro con questo nuovo amico può rappresentare, un’occasione unica e preziosa per imparare a gestire le sue sensazioni, prendere coscienza del mondo reale e considerare il suo cane un compagno fidato con il quale confidarsi quando si è tristi o arrabbiati, senza paura di giudizi o condizionamenti.

Una recente ricerca, dimostra inoltre che i bambini che hanno vissuto, durante il primo anno di vita, a contatto con un animale domestico, si ammalano meno frequentemente e conferma, che un ambiente troppo pulito non è un luogo ideale per i piccoli, infatti condividere la casa con un cane o un gatto può stimolare le difese immunitarie.

Se dovessi decidere di adottare un cucciolo e in famiglia ci sono dei bambini, non esitare a contattarmi, saro’ lieto di offrirti la mia consulenza (GRATUITA) consigliandoti ed aiutandoti nella scelta della razza piu’ indicata alle tue esigenze e a instaurare un giusto rapporto educativo tra te e il tuo cucciolo.

Francesco Damico COACH4DOGS Cell. 3202982429

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COME COMUNICARE ATTRAVESO I SEGNALI DI PACIFICAZIONE, IN UNA SITUAZIONE DI PERICOLO DIFRONTE AD UN CANE

segnali di pacificazione

I cani,  sono animali tendenzialmente pacifici che non considerano l’aggressività come arma principale a cui ricorrere per ottenere il cibo o per conquistare il loro spazio. Generalmente, preferiscono evitare lo scontro, anche se per loro,  così come per altre specie di animali, lottare è normale.

I cani, comunicano in modo diverso dal nostro, infatti mentre gli esseri umani utilizzano la comunicazione verbale, i cani utilizzano la comunicazione olfattiva, visiva e posturale.

Sono infatti, le posture che permettono ai cani di comunicare sia con l’uomo che con i propri simili, la posizione delle orecchie, della coda, lo sguardo,

hanno tanti differenti significati.

Quando due cani si incontrano, la prima cosa che fanno, è quella di annusarsi e guardarsi. Il cane dominante mostra la coda dritta, le orecchie in avanti, il corpo rigido, lo sguardo fisso verso gli occhi dell’avversario,  mostra i canini e

se l’altro cane assume un atteggiamento di sottomissione, cioè coda tra le gambe, orecchie all’indietro, sguardo rivolto altrove o si butta a terra mostrando il ventre, allora è molto difficile che tra i due cani si verifichi uno scontro, perché entrambi hanno già stabilito i propri ruoli.
I segnali corporei hanno delle funzioni particolari, cioè quelle di indicare le intenzioni pacifiche di chi li emette oppure manifestare un certo stato di apprensione o ansia.
Anche l’uomo può comunicare con i cani, utilizzando un linguaggio simile al loro, mediante alcuni segnali di pacificazione, in situazioni di pericolo :

1) Distogliere lo sguardo, girare la testa ed il corpo

Quando due cani, si fissano reciprocamente, significa che entrambi si stanno sfidando e molto probabilmente arriveranno ad aggredirsi per decidere il reciproco ruolo. Quando invece uno dei due, o entrambi, distolgono lo sguardo, o girano la testa, hanno comunicato le loro intenzioni pacifiche.
La stessa cosa possiamo fare noi, quando incontriamo un cane, non dobbiamo fissarlo, ma dobbiamo guardarlo e subito distogliere lo sguardo, girando anche la testa e dando il nostro fianco al cane. Basterà ripetere più

volte questi gesti: guardo un attimo e distolgo lo sguardo, guardo un attimo e distolgo lo sguardo, per fargli capire le nostre buone intenzioni e si sentirà più tranquillo e più disponibile a conoscerci ed eviterà di aggredirci.

2) Avvicinarsi facendo un percorso non diretto

Avvicinarsi ad un cane, percorrendo un’immaginaria curva, è un segnale di pacificazione che indica che l’individuo che si sta avvicinando, non cerca lo scontro ma ha buone intenzioni Avvicinarsi  al cane in maniera frontale e diretta, può provocare, reazioni aggressive e di sfida.

Ciò accade quando portiamo il nostro cane al guinzaglio e ci avviciniamo ad altri cani con una traiettoria diretta, involontariamente, stiamo mandando dei segnali di sfida.

Possiamo fare la stessa cosa se siamo soli e ci troviamo di fronte ad un cane che non conosciamo, la cosa migliore è quella di creare un avvicinamento non diretto, arrivando al cane dando il fianco.

3) Sbadigliare

Il cane solitamente sbadiglia perché ha sonno, ma molto più spesso lo fa perché è a disagio, o vuole comunicare un segnale di pacificazione.

4) Sbattere le palpebre

Riuscire ad individuare questo segnale, non è affatto semplice, ma quando incontriamo un cane potremmo noi voltare lo sguardo e sbattere ripetutamente le palpebre.

5) Movimenti lenti

E’ risaputo che avvicinarsi ad un cane con movimenti improvvisi e veloci, può creare una reazione negativa, quindi è consigliabile comunicare con lui facendo

movimenti lenti.

6) Immobilizzarsi, sedersi e sdraiarsi

Solitamente durante il gioco, notiamo che il cane, ad intervalli, si siede, si sdraia, si immobilizza questi sono tutti segnali di calma. E’ molto importante  che ciò si verifichi, perchè il gioco è un momento pacifico, quindi qualunque cosa accada, è tutto per gioco!.

7) Leccarsi le labbra ed il naso

Questo segnale, appare più precocemente nel cucciolo. Non è facile da notare,

Osservate i Cani e vi sorprenderete nello scoprire con quanta frequenza, utilizzeranno i segnali di pacificazione.infatti alcuni lo utilizzano in maniera evidente, mentre altri in maniera quasi impercettibile, ma se ci facciamo caso potremo vedere quante volte i cani lo utilizzano. Possiamo provare anche noi a farlo, infatti i cani sono  in grado di distinguerlo senza alcuna difficoltà.

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IL CANE E IL SUO ABBAIARE

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Il linguaggio dei cani può essere espresso, con il linguaggio del corpo, e anche con la loro “voce” ovvero l’abbaio, l’ululato, il ringhio, ecc. Tutte queste espressioni vocali, hanno un preciso significato. L’abbaio indica una richiesta d’attenzione su di sé o sull’ambiente circostante, l’ululato indica la solitudine dell’individuo e il ringhio viene utilizzato come avvertimento di minaccia e richiesta di una distanza corporale.

I proprietari in genere si lamentano dell’eccessivo abbaiare in loro presenza, del ringhiare quando il cane non vuole fare ciò che vuole il proprietario. I cani abbaiano, i bambini piangono, entrambi lo fanno perché hanno imparato e capito, che abbaiare e piangere funziona, gli permette di ottenere quello che vogliono. Solitamente il cane inizia ad abbaiare per una causa specifica come l’eccitazione o la frustrazione. Questo comportamento viene involontariamente rinforzato dai proprietari che gli danno ciò che vuole, pur di non sentirlo più abbaiare, pensando che così facendo il cane si tranquillizzi. I cani, come anche i bambini, sono molto furbi e attenti alle debolezze del proprietario/genitori, infatti in poco tempo capiscono che far ciò è vantaggioso per loro.

E’ sbagliatissimo assecondare il vostro fedele amico a 4 zampe quando abbaia o fa qualsiasi cosa per attirare la Vs attenzione, perche’ questa concessione per lui potrà diventare un rinforzo positivo.
Essendo l’abbaiare auto gratificante, non è sufficiente ignorare il cane per provocarne l’estinzione, dovete evitare di mettere il cane nella condizione di comportarsi male, assicurarvi di soddisfare le sue esigenze fisiche, mentali e sociali ed insegnargli un comportamento alternativo attraverso un percorso di educazione adeguato.

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CORSO ALLIEVI ISTRUTTORI CINOFILI

corso istruttori luca rossi

 

 

 

 

 

Corso Istruttori Cinofili Moderni

Preambolo             08/12 Aprile 2013

Il C.S.d.C. Italia ritiene opportuno fare un piccolo preambolo introduttivo relativo ai corsi di formazione per Istruttori Cinofili.

Nel settore c’è un po di confusione non esistendo a tuttoggi un riconoscimento Istituzionale con la determinazione di un Albo Professionale per Istruttori statale.

Ma come si fa ad istituzionalizzare un Albo Professionale? Sono necessarie due caratteristiche determinanti:

L’omologazione degli Studi Professionali con esame di Stato

Determinazione di una posizione fiscale

Solo chi ha queste caratteristiche può avere accesso all’Albo e chi non le possiede fa abuso di professione e può essere perseguito legalmente. Così si capisce bene che diventa difficile istituire tale elenco professionale. Il CSdCI ASD ha deciso di darsi regole proprie per serietà e pudore, così si è istituito un Piano di Studi chiaro e determinato, una Prova di Verifica, valutazione delle capacità professionali, apertura posizione fiscale. Il CSdCI ASD si è costituito il proprio Albo Professionale degli Istruttori Cinofili autoreferenziato. Gli Istruttori possono beneficiare del percorso formativo comune, istituendo una forma mentis che si ispira al metodo gentile. Il CSdCI ASD è Scuola centro Cinofilo riconosciuto ENCI ed è Affiliata all’UISP Cinofilia e Riconosciuta dal CONI queste sono le massime credenziali attualmente possibili.

La Scuola è Diretta da Luca Rossi Istruttore ENCI, Campione Italiano di Obedience ENCI, Campione Internazionale Obedience FCI, Membro Nazionale Italiana Obedience 2010, Docente Corso Centro Cinofili Aeronautica Militare Italiana Ministero della Difesa, Istruttore UCIS.

Curriculum completo Direzione Tecnica – clicca qui!

Oggigiorno questo è il massimo disponibile ed offerto dal Centro Studi del Cane Italia ASD Scuola Centro Cinofilo riconosciuto ENCI

I Corsi del CSdCI ASD si avvalgono di esperti cinofili che da anni formano istruttori che operano in tutta Italia sia in centri di loro proprietà, sia privatamente, sia appoggiandosi ad altre strutture. Il nostro staff docenti è composto sia da professionisti cinofili, che da profondi conoscitori delle capacità cognitive del cane, così come da esperti in discipline cinofile sportive, da veterinari, da altri Istruttori C.S.d.C. Italia ASD la cui abilità è periodicamente verificata direttamente dal nostro Direttore Tecnico Luca Rossi. Il Centro Studi del Cane Italia ASD è Scuola Centro Cinofilo riconosciuto ENCI ed è un’Associazione affiliata all’Uisp Settore Cinofilia ed è riconosciuta dal CONI.

Possiamo inoltre vantare collaborazioni con gli molteplici enti pubblici, Aeronautica Militare Ministero della Difesa, USl, Amministrazioni Comunali, Rai TV, Mediaset, Sky TV. Gli Istruttori operano per la formazione di cani da supporto a disabili, pet therapy per corsi di valenza europea e patrocinati dai comuni per la sensibilizzazione dei cittadini o per la formazione degli operatori dei canili, con reti televisive per la preparazione di cani da show e altre attività che sono verificabili nel nostro sito e quelli dei nostri associati.

I nostri Corsi:

Questi sono i corsi che compongono l’iter formativo dell’Istruttore Cinofilo C.S.d.C Italia ASD: clicca qui sotto su ciò che ti interessa

Per ulteriori approfondite informazioni scrivi a:

            scuola@centrostudidelcane.com

Lo sviluppo del Piano di Studi Professionali del Centro Studi del Cane Italia ASD con le specializzazioni richiede un impegno formativo costante nel tempo.

Le varie fasi formative sono diluite nelle formule residenziali (Corso Allievi Istruttori e Corso Istruttori per Cani da Supporto) nelle formule week end (Stage)

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PERCHE’ I CANI SCAPPANO

cane che scappa educatore cinofilo Francesco damico

Ti sei mai chiesto perchè i cani scappano?

Se il vostro cane ha un sacco di energia da bruciare, potrebbe essere in procinto di scappare e se gli è impedito di consumare la sua energia, si annoierà in fretta e scappare sarà l’unica soluzione che troverà per risolvere il problema.

Il cane scappa anche per fuggire dalla solitudine, spesso si trova a vivere solo in un giardino,  o in casa, privo di ogni stimolo, con pochissimi rapporti col branco-famiglia. Se questo cane scappa, probabilmente lo fa per cercare altri cani con cui socializzare, o persone che gli diano carezze ed attenzioni.

Una delle più frequenti cause di fughe del cane adulto è l’istinto di copula o accoppiamento. I cani giovani, invece, trattenuti dalla paura e dall’inesperienza, difficilmente si allontanano da casa.

I cani scappano, perché non capiscono che per loro è molto pericoloso uscire.

Quando la porta si apre, in loro si scatena la voglia di esplorare, il ricordo di vecchie passeggiate, l’incontro con altri cani, persone, o i giochi al parco. Questi ricordi li portano a partire come  razzi verso luoghi piacevoli!

E’ impossibile dire al tuo cane che se và fuori sarà in balia di automobili (ed automobilisti), altri animali, persone e pericoli di vario genere.

Quando il cane riesce a fuggire la prima volta e molto probabile che ci provi in occasioni successive, rendendo sempre più frequenti le fughe ed anche la loro durata. Il cane che abbia provato gioia nella fuga, farà di tutto per ripeterla. Rosicchierà il guinzaglio, si aprirà passaggi nelle siepi, salterà i muri di cinta, approfitterà di qualsiasi apertura di porta o cancello. A tal proposito è indispensabile stabilire delle regole.  Per fare questo devi insegnare al tuo cane i comandi base: Seduto, Resta,Terra, ecc.. Questi comandi sono incredibilmente importanti, per avviare un processo di educazione, dove lui dovrà sapere che tu sei il capo branco e che deve ascoltarti. Deve capire che la porta è il tuo territorio e che non può avvicinarsi senza il tuo permesso specifico.

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EDUCARE IL CUCCIOLO A FARE I BISOGNI FUORI DI CASA

CANE CHE FA LA PITI. EDUCATORE E ADDESTRATORE CINOFILO FRANCESCO DAMICO

I cuccioli fanno la PIPI circa 8 volte al giorno e defecano circa 3 volte al giorno.

Solitamente fanno i loro bisogni 15 minuti dopo aver mangiato, pochi minuti dopo essersi svegliati e quando finiscono di giocare. Tutti i cuccioli quando hanno l’istinto di fare i loro bisogni ci avvisano con il loro comportamento particolare: girano su se stessi, annusano il terreno, a volte vanno verso la pota, siamo noi che non riusciamo a capire il loro linguaggio.

Consigli utili per evitare che il cucciolo faccia i bisogni in casa:

Per i primi giorni, è importante circoscrivere, il luogo destinato a lui, per esempio farlo stare nella sua cuccia o in un trasportino. Questo e’ molto importante per i cuccioli, perchè, solitamente i cani non fanno i bisogni nel luogo dove vivono. Per far si che il cucciolo capisca che l’ambiente dove dovrà vivere sarà la sua cuccia, bisognerebbe allargare giorno dopo giorno il suo ambiente circoscritto, affinchè lui capisca che la casa del suo proprietario sarà anche la sua.

Come abbiamo già detto in precedenza i cuccioli sono abitudinari, fanno i loro bisogni sempre negli stessi luoghi e ritornano annusando i loro escrementi e quelli degli altri cani.  Per questo motivo bisogna pulire per bene il luogo dove il cucciolo ha fatto i suoi bisogni,  perchè annusando potrebbe riconoscere l’odore e rifare nuovamente i suoi bisogni.

Uno degli errori che spesso si commette è quello di pulire le superfici con detersivi che contengono ammoniaca, questo e’ sbagliatissimo,  perché la pipì dei cane contenendo anch’essa ammoniaca, potrebbe stimolare il cucciolo a rifare i suoi bisogni anche nei luoghi precedentemente puliti e disinfettati.

Quando il cucciolo, ci comunica attraverso il suo linguaggio, di dover prepararsi  a fare i suoi bisogni, “inizia ad annusare il terreno o a girare su se stesso”  è indispensabile, anticiparlo, prendendolo e portandolo nel luogo a lui destinato per i suoi bisogni.

Evitare di punire il cucciolo, quando ha già cominciato a fare la pipì, perchè potrebbe associare la punizione al proprietario e spaventato della punizione ricevuta, potrebbe non fare più i bisogni in sua presenza, anche nel luogo voluto dal proprietario.

E’ importante, elogiare e premiare il cucciolo, ogni volta che fa i bisogni nei luoghi da noi indicati.

Portarlo fuori con regolarità, preferibilmente sempre agli stessi orari, (i cani sono abitudinari), tenendo conto che l’ultima uscita serale, durante il periodo di educazione, dovrebbe essere fatta il più tardi possibile e la prima del mattino il prima possibile, per evitare di far trattenere per molto tempo i bisogni al cucciolo.

Allungare, in modo progressivo, i tempi tra un bisogno e l’altro, per abituare il cane a un tempo maggiore.

Se riuscirete a mantenere questo comportamento, sempre uguale, sempre alla stessa ora e sempre negli stessi luoghi, in una quindicina di giorni il cane imparerà a fare i bisogni fuori di casa. Una volta che il vostro cucciolo avrà imparato questo meccanismo, sarà consigliabile fargli fare i bisogni in diversi luoghi, in modo tale che si abitui, per facilitare il proprietario a non avere problemi quando porterà il cane in luoghi diversi.

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INIBIZIONE E CONTROLLO DELL’INTENSITA’ DEL MORSO

inibizione del morso educatore e addestratore cinofilo Francesco Damico

INIBIZIONE DEL MORSO

Con “inibizione del morso”, rispettivamente “controllo dell’intensità del morso”, si intende una forma di inibizione che comprende sia la soglia di reazione, prima che un cane morda, che la forza che utilizza mentre morde.

In un gruppo di cani è particolarmente importante che i singoli individui dispongano di una buona inibizione del morso. Altrimenti, in caso di risse, essi potrebbero ferirsi seriamente a vicenda e la sopravvivenza del branco potrebbe risultare compromessa.

 

Perché i cani mordono – ovvero “never say never”

In modo un po’ semplificato si potrebbe dire che i cani mordono … perché sono cani!

Mordere per il cane fa parte, p.es., del comportamento di gioco. Durante il gioco comunque l’inibizione del morso è sempre ben presente.

Se provocati a sufficienza, molti cani finiscono per mordere o pizzicare. Prima di mordere in genere mandano segnali di minaccia. Il cane dà il preavviso con la sua postura e la sua mimica e anche con vocalizzi tipici.

I cani vengono provocati molto spesso. Vengono presi dai bambini, trascinati

per il collare, ci si rivolge loro con voce alta e poco rispettosa, la loro ciotola viene sottratta sotto il loro naso, persone di cui hanno timore invadono la loro distanza di fuga, il veterinario li tocca proprio dove fa male, ecc …. Esattamente come nelle persone, anche nei cani, la durata  di tempo fino ad una reazione e 

l’intensità con cui l’individuo reagisce dipende dal suo bagaglio genetico, dalle esperienze vissute, dal suo stato generale (salute, umore,…) e dal contesto specifico. È molto variabile quanto in fretta un cane “passi alle mani”, o meglio “passi alla bocca”. In certi cuccioli una bassa soglia di reazione può essere riconosciuta precocemente. Ci sono anche cani, che sin da piccoli, non mordono mai.

Proprio come certe persone, che sembrano non perdere mai la calma, anche questi cani però possono perdere il controllo e a volte mordere anche molto intensamente. In un certo senso essi non hanno mai imparato a controllare l’intensità con cui mordono!

 

 

L’inibizione del morso è un’assicurazione sulla vita

Se al cane viene unicamente insegnato di non mordere, sussiste comunque un

certo rischio. Se in una situazione particolare il cane dovesse arrivare a mordere, in genere lo fa una sola volta. Se però non ha imparato a mordere in modo controllato, quell’ unico morso, potrà già provocare una ferita importante. Incidenti di questo tipo sono spesso la condanna a morte del cane.

Con una buona gestione e una sorveglianza attenta, le situazioni a rischio possono per lo più venire evitate. Ma capitano comunque sempre momenti che non avevamo previsto.

Bisogna dunque partire dal principio che qualunque cane prima o poi potrebbe mordere.

Dunque dobbiamo provvedere affinché acquisisca e mantenga una buona inibizione del morso.

 

L’inibizione del morso va esercitata da cucciolo

I cuccioli possono, e devono, imparare nell’arco dei primi 3-4 mesi di vita a dosare la forza che mettono nel mordere. (È molto più difficile insegnare ad un adulto a non usare la bocca in modo incontrollato!). Non tutti i cuccioli imparano questa forma di autocontrollo con la stessa facilità. Sicuramente entra in gioco anche una componente innata, determinata geneticamente. Nella cucciolata il cucciolo esercita l’inibizione del morso con la madre e i fratelli. Il piccolo impara che mordere troppo forte porta delle conseguenze

negative. Per esempio l’altro cucciolo può contraccambiare con un morso altrettanto doloroso oppure urla e interrompe il gioco. Anche la cagna insegna

gradualmente ai cuccioli che usare la bocca con forza con è permesso. Normalmente entro la 14.

settimana di vita la cagna ha insegnato una buona inibizione del morso ai suoi cuccioli.

 

Il cane deve imparare l’inibizione del morso anche nelle interazioni con le persone.

Infatti, anche se il cucciolo impara a controllare la forza con cui usa la bocca

sui suoi fratellini e la sua mamma, non vuole ancora dire che automaticamente avrà una buona inibizione del morso anche verso le persone. Questo compito importante è di competenza dell’allevatore, poiché si tratta di un apprendimento che deve cominciare già dalla 5. settimana di vita.

I giochi selvaggi e incontrollati vanno evitati.

In seguito, dopo l’adozione del cucciolo, l’inibizione del morso deve continuare ad essere esercitata durante le ore di gioco per cuccioli (corsi di socializzazione) e a casa con i nuovi proprietari. È soprattutto durante i momenti di coccole, quando il cucciolo va tenuto fermo o quando vengono

esercitate le manipolazioni correnti (guardare nelle orecchie, in bocca, cura del corpo,…) che si possono riconoscere le “lacune” e si deve intervenire correttamente.

 

L’inibizione del morso va verificata di tanto in tanto e migliorata per tutta la vita del cane Una volta acquisita una buona inibizione del morso, non si ha ancora la garanzia che il cucciolo userà la bocca con cautela per tutta la vita. Bisogna essere sempre consapevoli della necessità di controllare il comportamento del cane e, se necessario, di migliorarlo nuovamente.

Carenze nell’inibizione del morso si possono riscontrare facilmente durante il gioco e quando il cane prende bocconcini direttamente dalla mano.

I cani che in queste situazioni non sono delicati, non hanno una buona inibizione del morso. Se il proprietario ha la necessità di dire al suo cane di “fare piano” al momento di porgergli la ciotola del cibo, significa che il cane non ha una buona inibizione del morso.

Per un’altra persona che non sappia di dover “frenare” il cane e invitarlo ad essere delicato, potrebbe crearsi una situazione rischiosa, p.es. potrebbe farsi pizzicare. Molti proprietari non vedono il problema, dal momento che il cane

non lo fa “per cattiveria”.

L’esperienza dimostra però che in caso di incidente se il cane arriva a mordere, lo fa almeno con l’intensità che ha già usato nel gioco. Proprio per questo è così importante esercitare e mantenere un buon controllo dell’intensità del morso nei nostri cani.

Particolare attenzione va prestata anche ai cani anziani. Si nota spesso, infatti, come in età avanzata gli autocontrolli, fra cui l’inibizione del morso, diminuiscano.

 

Evitare incidenti da morso

Si perseguono due obiettivi:

 

1. Che il cane non morda le persone

A questo scopo bisogna ridurre il più possibile la probabilità che il cane in una determinata situazione si comporti in modo aggressivo. Perché ciò sia possibile, la soglia di reazione del cane deve essere il più alta possibile.

Si sente dire spesso che le persone che si fanno mordere si erano comportate in modo scorretto di fronte al cane.

Per noi proprietari ed educatori consapevoli vale piuttosto che le persone

vengono morse, perché non abituiamo i nostri cani al fatto che esse a volte si comportano in modo scorretto.A questo proposito va sottolineata la grande importanza di una corretta socializzazione dei cuccioli. Ogni cane deve sapere e potersi abituare al fatto che i bambini possono urlare, fare i capricci e piangere improvvisamente, che le persone a volte lo vogliono toccare senza preavviso o piegarsi su di lui e fissarlo negli occhi,ecc…

2. Che il cane, se dovesse mordere una persona, non ferisca

Solo così, se dovesse capitare che aggredisca, è possibile che non morda intensamente.A questo scopo dobbiamo badare che il cane acquisisca una buona inibizione del morso.

L’inibizione del morso si impara lentamente e gradualmente

Una buona cagna insegna ai suoi cuccioli gradualmente a dosare la forza con cui mordono e ad avere una corretta inibizione del morso.

Quando il cucciolo ci mette “troppa foga” viene ammonito, se necessario anche molto seriamente. Il cucciolo non viene ferito, ma si spaventa, a volte molto forte e può gridare dallo spavento.

In seguito gli viene permesso di mordere nuovamente, ma delicatamente.

Con il passare delle settimane, la cagna pretende un controllo sempre migliore.

Nell’esercitare l’inibizione del morso nei nostri confronti, dobbiamo procedere in modo analogo.

L’obiettivo finale è che il cane non ci prenda più del tutto con la bocca, nemmeno i nostri vestiti, le nostre scarpe o le nostre borse. Questo vale anche mentre giochiamo con lui e ci muoviamo rapidamente.

Per “costruire” l’inibizione del morso nei cuccioli è possibile seguire il programma antimorso di Ian Dunbar (leggermente modificato), un noto veterinario anglosassone specializzato in medicina comportamentale:

Fase 1: Non perdere il controllo giocando!

Al cucciolo viene concesso di prendere in bocca delicatamente.

Ogni volta che il cucciolo durante il gioco diventa troppo irruento e mordicchia con più forza, viene ammonito con un verso forte, simile ad un ringhio o con una parola tipo “Aeeeh”. A questo ammonimento segue l’interruzione del gioco.

Fase 2: Prendere in bocca mooolto delicatamente!

Al cucciolo viene concesso di prendere in bocca, ma senza esercitare alcuna pressione con la mascella.

Fase 3: Mollare subito la mano!

 

Fase 4: Non prendere in bocca del tutto la mano!

L’inibizione del morso va esercitata con tutti i membri adulti della famiglia Se il cucciolo tende a mordicchiare i bambini, i genitori devono intervenire ed impedirglielo.

I bambini non sono in grado e non devono correggere da soli questo comportamento.

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Schweizerische Tierärztliche Vereinigung für  Verhaltensmedizin Association Vétérinaire Suisse pour la Médecine Comportementale.

Testo originale: Dr.med.vet. Linda Hornisberger, 1.09 / traduzione e adattamento ESB 2010

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CARATTERE DEI CANI E CARATTERISTICHE CHE DETERMINANO IL LORO COMPORTAMENTO.

GENETICA

GENETICA E MEMORIA DI RAZZA

Altri fattori fondamentali che determinano il carattere del cane sono la Genetica e la Memoria di Razza.

La Genetica è la scienza, che studia i geni, l’ereditarietà e la variabilità genetica degli organismi. Il campo di studio della genetica si focalizza dunque sulla comprensione dei meccanismi alla base di questi fenomeni degli organismi, noti sin dall’antichità, assieme alla embriologia, ma non spiegati fino al XIX secolo, grazie ai lavori pionieristici di Gregor Mendel, considerato per questo il padre della genetica. Egli infatti per primo, pur non sapendo dell’esistenza dei cromosomi e della meiosi, attribuì ai ‘caratteri’ ereditati in modo indipendente dai genitori, la proprietà di determinare il fenotipo dell’individuo.

Esiste in cinofilia una parolina quasi magica che, da sola, potrebbe evitarci una miriade di errori e permetterci di vivere più serenamente con il nostro cane. Si chiama memoria di razza ed è traducibile più o meno così: Il cane, insomma, agisce in un certo modo poiché nei suoi geni permane quasi un ricordo di quello che i suoi avi hanno fatto per secoli.In una visione moderna, l’informazione genetica degli organismi è contenuta all’interno della struttura chimica da molecole di DNA.

Se sei interessato a migliorare il rapporto con il tuo cane o amico a 4 zampe,  CONTATTAMI 

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CARATTERE DEI CANI E CARATTERISTICHE CHE DETERMINANO IL LORO COMPORTAMENTO.

cucciolata nel prato ambiente

AMBIENTE

Durante la gravidanza, principalmente negli ultimi 15 giorni, l’ allevatore dovrà garantire alla madre un ambiente tranquillo e sereno poiché nel periodo prenatale i cuccioli sono già sensibili.

Lo sviluppo del suo carattere dipenderà anche dall’ambiente che il cucciolo troverà nella nuova casa. E’ importante stimolare i cuccioli attraverso il gioco e attivita’ ludiche, per far si che cresca e sviluppi un corretto ed equilibrato carattere. Altri fattori determinanti, per una equilibrata crescita sono: la mamma, i fratelli, spazi aperti, giochi, socializzazioni con altri cuccioli e persone.  Bisogna far vivere al cucciolo, il maggior numero di esperienze possibili, in modo tale che formi il suo carattere.

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