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Archive for maggio, 2013

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INTERAZIONE CANE BAMBINO

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I bambini, amano molto i loro amici a quattro zampe, ma molto spesso non sanno come approcciarsi con loro. Il modo in cui il bambino interagisce con il cane, è molto importante, perché tra loro, potrebbe iniziare e proseguire una bellissima amicizia. Sarebbe quindi utile spiegare e insegnare al bambino, che ci sono delle regole di base che garantiscono un incontro piacevole tra lui e il suo amico cane.

La prima regola importante è quella di chiedere il permesso al padrone prima di avvicinarsi ed accarezzare un cane che non si conosce. Il cane potrebbe essere di cattivo umore, potrebbe essere malato o intimorito dai bambini e queste cose può saperle solo il proprietario.

La seconda regola è non avvicinarsi mai al cane in maniera frontale o posteriore ma sempre davanti facendo una piccola curva. Una volta accanto al cane, accarezzarlo sul petto o sotto il muso. E’ importante che il cane veda chi si sta avvicinando a lui e che non venga colto di sorpresa perché spaventandosi, potrebbe mordere per difendersi.

La terza regola è non avvicinarsi e non disturbare il cane mentre mangia e quando dorme.

Il pasto e il sonno, sono due momenti molto importanti per il cane perché si gode il cibo e si gode il suo momento di riposo. Disturbarlo improvvisamente, potrebbe scatenare una pericolosa reazione di difesa.

La quarta regola è non urlare quando ci si avvicina al cane.

E’ indispensabile utilizzare un tono di voce basso che gli trasmetta tranquillità e non lo metta in allarme.

La quarta regola è non fare i dispetti al cane.

Non tutti i cani, amano i bambini, soprattutto se non sono stati abituati ad interagire con loro sin da piccoli. Infatti, i cani, sono spesso spaventati dai loro modi di giocare bruschi, rumorosi, impertinenti e prepotenti.

Gli attacchi di cani verso i bambini, sono quasi sempre dovuti a difetti di comunicazione tra uomo e cane.

E’ quindi è importante sottolineare che ci sono dei limiti di sopportazione, che spesso i bambini non recepiscono. Per questo motivo, cercare di insegnare al bambino che a determinati atteggiamenti del cane espressi attraverso il linguaggio del corpo, corrispondono degli stati d’animo positivi o negativi che scatenano delle reazioni diverse, potrebbe evitare incidenti spiacevoli.

Rispettare il cane quando non vuole giocare, o interagire con il bambino,

Francesco Damico COACH4DOGS Cell. 3202982429significa fare il bene di entrambi e crescere un futuro padrone di un cane responsabile e attento alle necessità del proprio amico a quattro zampe.

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PET THERAPY

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La Pet-Therapy è una terapia che si basa sui benefici dell’interazione tra uomo e animale, nasce nel 1953 grazie allo psichiatra americano “Boris Levinson”, che negli anni 60 lavorando con un bambino autistico, capì che la presenza del suo cane durante le sedute, era occasione di scambio affettivo, di gioco e rendeva più piacevoli le sedute stesse. Successivamente, coniò il termine Pet-Therapy, cioè l’insieme delle attività a carattere socio-riabilitative ed educative, effettuate con il coinvolgimento di animali da compagnia preparati e che presentano caratteristiche di docilità e socievolezza. Gli animali che solitamente vengono utilizzati per permettere il miglioramento della qualità della vita delle persone sono il cane e il cavallo.

Le attività possono essere: attività ludiche, ricreative e di socializzazione, oppure attività riabilitative per la funzionalità motoria e lo sviluppo cognitivo.

 Per questo motivo, gli animali utilizzati in questo campo, vengono definiti coterapeuti, cioè coadiuvano l’opera del terapeuta (es. il medico, lo psicologo, il fisioterapista ecc.) nell’assistenza e nella cura del paziente.

Nella progettazione, prescrizione e attuazione della Pet-Therapy, è indispensabile, la presenza di un’equipe composta da figure professionali esperte come quella del medico (psicologo /fisioterapista) che stabilirà come il cane dovrà essere impiegato per permettere l’interazione tra cane/uomo e la figura professionale molto importante alla quale è affidato un ruolo cruciale, è quella dell’Educatore e/o Addestratore Cinofilo che ha il compito di preparare il cane a seconda del paziente e della patologia da trattare.

 

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IL CANE E LA SOLITUDINE

imagesIl cane sin da cucciolo, impara a rimanere da solo nel momento in cui la madre si allontana per andare a caccia di cibo, ma realmente, non rimane mai completamente solo, in quanto resta in compagnia dei fratellini. Non dimentichiamo che il cane è un animale sociale, e come tale, è abituato a vivere all’interno del suo branco  e quando viene adottato, si ritrova solitamente solo senza altri cani e quindi risente maggiormente la solitudine. Quando prendiamo con noi un cane, cucciolo o grande che sia, la prima cosa da fare, è quella di abituarlo a non seguirci sempre e dovunque. E’ gratificante vedere il nostro amico a quattro zampe costantemente al nostro fianco, ma permettergli di seguirci anche in bagno è troppo! Quindi, cominciamo a fargli subito capire che in bagno non deve seguirci. Chiudiamogli delicatamente la porta in faccia facendogli comunque capire che siamo lì,  facciamo in modo che ascolti il rumore l’acqua che scorre,  la nostra voce, i nostri passi, rumori che lo rassicurino e che gli facciano capire che non siamo fuggiti,  ma che vogliamo semplicemente stare soli.

Molto probabilmente, le prime volte, abbaierà, frignerà, per attirare l’attenzione, ma non preoccupatevi! Ignoratelo, e uscite dal bagno solamente quando si sarà calmato, (2-3 minuti) perchè così facendo, capirà che il suo comportamento buono e silenzioso lo porterà a riavere la nostra presenza. Cosa sbagliata è invece, uscire dal bagno quando lo sentiamo fare confusione, perché così facendo lui rafforzerà un comportamento negativo, cioè assocerà la sua ribellione alla nostra presenza immediata.  Quando ci rendiamo conto che ha imparato ad attenderci  fuori senza fare storie,  possiamo utilizzare lo stesso esercizio entrando in altre stanze, questa volta però eliminando i rumori e poco per volta prolunghiamo i tempi di permanenza all’interno della camera fino ad arrivare alla mezz’ora, così facendo,capirà che siamo nei dintorni e che non lo abbiamo abbandonato.
Sicuramente il cane, ci farà delle feste esagerate quando ci vedrà uscire dalla stanza, come se non ci vedesse da chissà quanto tempo, ma ricordatevi di ignorarlo. Dopo qualche minuto,  chiamiamolo, coccoliamolo e giochiamo perché diversamente, potrebbe pensare che siamo arrabbiati con lui. Il fatto di essere stato da solo, deve considerarlo come una situazione normale che non merita festeggiamenti.
Se dobbiamo andar via, prima di lasciarlo solo, non diamogli attenzioni, non guardiamolo, non parliamo con lui, perché così sarà più facile, accettare la nostra assenza. Se invece gli stiamo vicino, lo coccoliamo, lui sta ricevendo attenzioni che all’improvviso  spariranno con la nostra assenza senza un valido motivo. A quel punto lui non capirà che siamo andati via per nostre esigenze, ma percepirà la nostra assenza come una punizione. Facciamo in modo invece, le prime volte, di lasciargli i suoi giochi preferiti, ma ciò non deve accadere sempre, altrimenti assocerà la presenza dei giochi al fatto che dobbiamo andar via e potrebbe non crearsi un buon rapporto con il gioco. Dobbiamo noi in primi convincerci e rassegnarci del fatto che lasciare il cane da solo è una cosa al quanto normale e tutto diventerà più semplice.   Abituiamo gradatamente il cane ad entrare nel kennel (trasportino) nella sua cuccia o nel suo box, facciamo in modo che si incuriosisca, posizioniamo vicino o all’interno il suo gioco preferito o la sua ciotola e invitiamolo ad entrare lasciando le prime volte la porta aperta in modo che socializzi. Successivamente, chiuderemo la porta  per qualche minuto restando  con lui, successivamente chiuderemo la porta per qualche minuto e ci allontaneremo, ovviamente ignorandolo ai suoi richiami d’attenzione. Aumenteremo fino ad arrivare ad un’ora. Ricordate sempre di aprire la porta solo e soltanto quando il cane avrà smesso di fare confusione, altrimenti andremo a rafforzare un suo comportamento negativo. Da diversi studi fatti, non si è certi che il cane abbia il senso del tempo, infatti, quando il cane, viene lasciato solo comincia a fare confusione per circa mezz’ora dall’allontanamento del proprietario, se invece il cane avesse la cognizione del tempo, sarebbe più logico che cominciasse a sentire la solitudine dopo parecchio tempo dall’assenza del proprietario. Questo significa che, una volta raggiunto il limite di mezz’ora circa senza che il cane dia manifestazioni di nervosismo,si può essere relativamente sicuri che  il cane, “abbia imparato a stare solo” senza preoccuparsi e che quindi, possa restare anche per un’intera serata. In questo modo il cane imparerà  a controllare l’ansia, non abbaierà più, non distruggerà nulla e appena usciremo di casa crollerà in un sonno profondo con la convinzione che  il proprietario ritornerà sempre da lui e,  anche dopo qualche tempo.

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Aggressività rediretta

rediretta-forrest2Si verifica quando il cane vorrebbe mordere un soggetto, ma non potendolo raggiungere, finisce per mordere l’individuo a lui più vicino. In realtà non voleva aggredire la persona a lui più vicina, ma un altro soggetto. Frequentemente capita quando due cani all’interno di un giardino, vedono passare un altro cane, i due iniziano ad abbaiare arrabbiati verso il cane estraneo che non potendolo aggredire perché fuori dalla loro proprietà, finiscono per mordersi tra loro.

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Aggressività da irritazione

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L’aggressività da irritazione solitamente fa parte di un cane frustrato o con problemi di artriti o artrosi quindi prima di intervenire è indispensabile accertarsi dello stato di salute del cane facendolo visitare da un veterinario. . Qualora il problema non dipenda dal suo stato di salute, è il caso di rivolgersi ad un Istruttore cinofilo comportamentale esperto.
Se il cane è dominante morderà con decisione, continuerà la sua minaccia e non scapperà, se invece non è dominante, morderà ripetutamente e poi scapperà.

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Aggressività Idiopatica

images (1)Questa rara forma di aggressività è ancora oggetto di ricerche e pare sia più frequente in alcune razze come il Cocker, Spaniel fulvo. Si tratta di un comportamento anormale perché il cane morde improvvisamente senza alcun motivo di base.

Ogni forma di aggressività, va analizzata in base all’ambiente in cui il cane è cresciuto, alle esperienze cui è stato sottoposto, alla razza, all’età di adozione, al sesso e una volta riconosciuta è possibile intraprendere una terapia comportamentale rivolgendosi ad una persona esperta in cinofilia  risolverà il problema del cane restituendogli il giusto equilibrio.

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Aggressività protettiva del territorio

downloadL’aggressività territoriale ha per scopo la difesa di uno spazio o del suo territorio. Dopo una prima intimidazione, se l’intruso invade il suo territorio, il cane passa all’attacco con l’aggressione.
Questo tipo di aggressività protettiva ha anche come obiettivo, quello di difendere il suo proprietario, infatti, si manifesta verso persone o animali che tentano di avvicinarsi o interagire con il proprietario.
Questa aggressività è più frequente nei cani da guardia e da difesa e la castrazione potrebbe risolvere il problema.

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Aggressività materna

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Questa aggressività è un comportamento naturale dell’istinto materno e non richiede alcun tipo di trattamento. Si manifesta nelle femmine durante la gravidanza o in prossimità del parto. Dopo due mesi dal parto stesso, l’aggressività tenderà a diminuire.

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Aggressività possessiva

imagesL’aggressività possessiva ha come obiettivo la difesa di un oggetto di un gioco, di un osso e può essere rivolta a persone o cani.
Con l’aiuto di un buon educatore cinofilo, che utilizzi il metodo gentile, l’aggressività possessiva se trattata sin dall’inizio, può essere facilmente risolta.

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Aggressività da paura

images (1)Questo tipo di aggressività, si scatena solitamente nei cani dotati di scarso equilibrio psichico, in presenza di stimoli percepiti come stressanti come ad esempio presenza di persone, rumori sconosciuti ecc.

I cani diventano aggressivi perché hanno paura e quando ciò accade cercano di evitare le situazioni scappando, indietreggiando, ringhiando e se non riescono ad evitare la situazione che li spaventa, mordono.
Quando i cani paurosi scoprono che l’aggressività è il modo più efficace per risolvere situazioni difficili, la utilizzeranno sempre più spesso.
Il trattamento tenuto da un addestratore esperto, richiede generalmente tempi lunghi, ma può dare ottimi risultati.

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