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Archive for giugno, 2013

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PIT BULL

imagesSul Pit Bull ci sono molte dicerie, come quella secondo cui è un cane pericoloso, aggressivo, non adatto a stare in famiglia e altre baggianate simili, o che sia il risultato di un progetto genetico nato per creare un cane killer. La verità è molto più semplice.

Nei secoli passati erano diffusi in tutta Europa dei cani da presa, utilizzati per controllare bovini, suini e altri animali semi-selvatici negli allevamenti e nei macelli, nella caccia grossa, come pure cani da guardia e per i combattimenti, ma niente di così drastico e pericoloso. Ѐ una razza che come molte altre l’uomo ha creato per dei compiti precisi, e in essa – come accade in generale in tutte – si possono riscontrare dei soggetti più aggressivi o agitati di altri.

A mio avviso, quindi, va sfatato questo mito di cane pericoloso. Certo, è un cane impegnativo rispetto ad altri ed è, anche, un cane che ha bisogno di rispetto: è ovvio che, se lo gestiamo in modo errato e ci rapportiamo nel modo sbagliato o con violenza, allora può diventare pericoloso. Questo discorso, però, vale per tutte le razze in generale!

Il Pit Bull è la prima razza tutelata negli Stati Uniti da un club, l’American Dog Breeders Association (ADBA), e pure dall’United Kennel Club (UKC). Ancora oggi l’ADBA accetta solo iscrizioni di Pit Bull, mentre l’UKC ha aperto i propri registri anche ad altre razze. Il Pit Bull ritorna in Europa negli anni Ottanta, diventando in breve un cane tristemente famoso per i combattimenti clandestini e diventando allo stesso tempo un cane di moda.

I PUNTI FORTI

Può piacere o non piacere, ma il Pit Bull è sicuramente un cane fuori dal comune. Ha il fisico di un atleta, è agile, potente, veloce e resistente. Il pelo raso non nasconde le forme muscolose del corpo. Ѐ un cane con doti fisiche straordinarie. Con le persone è in genere molto confidente, socievole e affettuoso, adora il contatto fisico e può passare ore a farsi coccolare. Il pelo raso non è difficile da tenere pulito, ma è preferibile farlo dormire in casa. Non ama la solitudine e teme il freddo. Ha una ridotta tendenza ad abbaiare.

I PUNTI DEBOLI

La sua grande energia e forza fisica non sono da sottovalutare. Un Pit Bull di venti chili può saltare come un grillo, tirare come un bue ed essere decisamente difficile da gestire se è eccitato, fuori controllo e non educato. Proprio l’eccitabilità è uno dei maggiori problemi nel gestire questi cani. Sensibili e pronti ad ascoltarvi in qualunque altro momento, quando sono eccitati possono essere realmente pericolosi. Alcuni maschi adulti possono essere incredibilmente coscienti della propria forza fisica e caratteriale, e imporsi sull’uomo anche senza una minaccia apparente.

Gestire questo tipo di cane richiede notevole esperienza e abilità. L’impulso predatorio tende a essere alto, e sono cani che una volta iniziata la caccia difficilmente si fermano. La tolleranza verso gli altri cani varia da individuo a individuo, alcuni soggetti sono molto socievoli e tolleranti, altri reagiscono con eccitazione e/o sfidando il possibile avversario.

EDUCARE IL PIT BULL

Nell’educazione di un Pit Bull, come per tutte le altre razze, occorre tenere in mente di usare sempre metodologie gentili e che rispettino il cane, e tener conto che tende a eccitarsi facilmente e perdere l’autocontrollo, quindi è necessario lavorare su una linea che lo aiuti a gestirsi e ad autocontrollarsi, in più è consigliabile farlo socializzare con altri cani. Attenzione, non una socializzazione sfrenata con tutti, ma una socializzazione intelligente. Ad esempio, sarebbe opportuno far frequentare al cane le cosiddette classi di comunicazione, ma sempre fatte da persone che hanno competenza in materia, questo è molto importante!

Ha un buon apprendimento e gli piace collaborare con l’uomo, infatti, a volte viene definito un cane da lavoro, ed effettivamente è stato ed è ancora oggi utilizzato in diversi compiti e competizioni sportive (escludendo ovviamente dalla definizione i combattimenti, attività illegali e immorali). Le attività che predilige sono quelle che richiedono una miscela di forza, resistenza fisica e mentale, coraggio e tenacia.

Per la grande socievolezza verso l’uomo, la resistenza allo stress, il piacere al contatto fisico, il Pit Bull è una delle razze che negli Stati Uniti vengono certificate come pet partner, cani utilizzati nella terapia di persone anziane o disabili. Se ci rapportiamo e ci lavoriamo con testa e con cuore – e soprattutto rispettando il cane – è un allievo eccellente!

Francesco Damico COACH4DOGS Cell. 3202982429
info@educatoreaddestratorecinofilo.it
www.educatoreaddestratorecinofilo.it

 

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IL CANE MANGIA LE FECI? COPROFAGIA

downloadLa coprofagia è un comportamento animale che consiste nell’ingoiare escrementi propri o altrui.

Per un cane, mangiare le proprie feci e non solo le sue, può essere normale perché per lui, sono molto appetibili e non affatto disgustose.

Cosa trova il cane di così gustoso negli escrementi?

Effettivamente nelle feci vi è la presenza di principi nutritivi mal digeriti  o addirittura intatti come ad esempio: le sostanze grasse, l’amido, le fibre muscolari, che sono molto gradite dai nostri amici a quattro zampe.

Questi principi nutritivi mal digeriti, si ritrovano nelle feci dei cani per diversi motivi come il mal assorbimento, la cattiva digestione che può verificarsi a causa della presenza di numerosi parassiti digestivi che ostacolano l’assimilazione dei principi nutritivi.

E’ consigliabile quindi un esame delle feci per verificare la necessità o
meno di un trattamento specifico per la sverminazione.

Le altre principali cause che portano il cane a mangiare le feci sono: deficit intestinale, gastrite cronica, una cattiva digestione legata ad alimenti poco digeribili e di scarsa qualità.

Una volta chiariti i motivi per cui questo fenomeno si verifica, è il caso di eliminarlo definitivamente, senza sottovalutare le motivazioni di seguito in dicate.

– La coprofagia da competizione alimentare è quella più comune.                                                  Si verifica generalmente nei cuccioli specialmente in quelli più deboli, cioè quelli che non riescono ad assumere tutto il cibo che vorrebbero quando viene data ai cani ciotola unica per tutti i cuccioli.
E’ giusto insegnare ai cuccioli la competizione per procurarsi il cibo, però è anche giusto e indispensabile, controllare che tutti abbiano mangiato la giusta quantità di cibo. Se qualche cucciolo ha mangiato meno, bisogna separarlo dalla cucciolata e dargli una dose aggiuntiva di pappa.
Un passaggio successivo molto importante da non sottovalutare, è la pulizia del loro box , che va effettuata dopo pochi minuti da ogni pappa, perché eliminare le tentazioni è il primo passo per evitare che si instauri la coprofagia.

La Coprofagia da carenze alimentari si riscontra solitamente nei cani di razze nordiche, perchè hanno difficoltà nella digestione di alimenti ricchi di amido, che ritrovano quindi nelle feci. La coprofagia, è diffusa anche nei cani di razza “beagle” con carenza di vitamina B1.                                                                                          E’ consigliabile quindi, evitare la somministrazione di riso e altri composti ricchi di amido ai cani nordici e di somministrare invece vitamina B1 ai beagle che presentano delle carenze.

– La Coprofagia può essere causata anche da comportamenti sbagliati indotti da noi umani, infatti, quando vogliamo educare un cane a fare i propri bisogni, molto spesso, commettiamo dei gravi errori che solitamente vengono mal interpretati dal nostro amico a quattro zampe perché abbiamo linguaggi diversi. Infatti quanti di noi  trovando la pipì o la cacca in casa, hanno ficcato in maniera stizzita il muso del cane sopra a fini educativi?
Sicuramente tanti!!!

Sappiate che questo comportamento sbagliato, educa il cane, solo e soltanto alla coprofagia. Esistono tanti altri metodi efficaci per educare un cane a fare i propri bisogni e basterebbe semplicemente contattare un educatore o addestratore cinofilo esperto per poter risolvere il vostro problema.

La coprofagia in un cane adulto, non presenta grossi rischi, a parte la possibilità di trasmissione di parassiti, perchè l’acidità gastrica, neutralizza la gran parte dei batteri potenzialmente patogeni, infatti, per questo motivo, le tossi-infezioni collettive non sono molto frequenti nei cani. Nei cuccioli invece va fatta molta attenzione, infatti, una volta individuato il problema, va applicata la terapia giusta con l’aiuto del vostro veterinario.

In ogni caso il rapido ritiro degli escrementi dal momento della
loro emissione vi aiuterà a risolvere prima il problema.

Francesco Damico COACH4DOGS Cell. 3202982429

info@educatoreaddestratorecinofilo.it

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