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Posts tagged ‘educatore cinofilo Barletta’

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2° INCONTRO DI PET THERAPY UNITALSI ANDRIA

Pet therapy unitalsi AndriaGiornata indimenticabile con i ragazzi dell’Unitalsi di Andria. Ringrazio Claudia, Marco, Francesco, Valeria, Davide, Riccardo, Gaia, Giuseppe, la Sig. Tina, il Presidente Francesco Scarabino tutti i genitori dei ragazzi, per avermi dato la possibilità di condividere assieme alla mia famiglia e a Rosa Corcella e a Rosangela, una giornata speciale ricca di emozioni e crescita. Ringrazio anche a Kira, Joker e Nan, per avermi accoppagnato in questa fantastica avventura. Un bacio a tutti ci rivedremo presto.
PE Therapy Unitalsi Andria Francesco Damico

Francesco Damico
Istruttore Cinofilo Barletta Puglia
referente Centro Strudi del Cane Italia
https://www.facebook.com/EducatoreEAddestratoreCinofiloFrancescoDamico

PET THERAPY UNITALSI ANDRIA

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Corso allievi Istruttori Centro Studi del Cane Italia

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“IMPRINTING” E ”ISTINTO” NEL CANE

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Chi è proprietario  di un cane, avrà sicuramente sentito parlare o gli sarà capitato di leggere argomenti riguardanti l’istinto del cane  e del suo imprinting.

Cerchiamo di conoscere bene il loro significato e le loro differenze.

 Si tratta generalmente di comportamenti che hanno come finalità  principale, la conservazione della specie stessa.

Per meglio comprendere il significato di questo termine, analizziamo alcuni esempi:

– una cagna che ha appena partorito, sa da subito come prendersi cura dei propri cuccioli;

– i cuccioli appena nati, cercano subito la mammella della madre, per nutrirsi;                                            Il comportamento della cagna e quello dei cuccioli, riportati nell’esempio, rendono perfettamente l’idea di comportamenti innati nel cane, cioè comportamenti che i cani “conoscono” e trasmettono geneticamente ai propri discendenti.

L’istinto quindi, serve per la conservazione della specie e della sopravvivenza individuale.

L’IMPRINTING DEL CANE: riguarda la prima fase di apprendimento dei cuccioli.  Questo importantissimo periodo, va dalla 4/5 settimana di vita alla 7/8 settimana e viene definito periodo sensibile. Questo periodo è fondamentale per l’apprendimento del cucciolo con il mondo circostante, infatti, durante questa fase, il cucciolo impara a riconoscere la propria specie e le altre, con le quali avrà contatto nell’arco di tutta la vita.
Durante questa fase, i cuccioli cominciano ad allontanarsi dalla propria madre per  esplorare il mondo esterno, cominciando così a fare le prime esperienze sensoriali in modo autonomo che li influenzeranno per tutta la vita. Per questo motivo è fondamentale e importante che i cuccioli facciano esperienze positive, con altri cani adulti equilibrati, con persone e bambini.
Possiamo concludere dicendo che l’imprinting è la fase più importante di tutta la vita del cane, perché andrà a condizionare il successivo periodo di socializzazione e l’assenza totale o parziale di imprinting può provocare dei seri problemi comportamentali nel cane.

Francesco Damico COACH4DOGS Cell. 3202982429
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PIT BULL

imagesSul Pit Bull ci sono molte dicerie, come quella secondo cui è un cane pericoloso, aggressivo, non adatto a stare in famiglia e altre baggianate simili, o che sia il risultato di un progetto genetico nato per creare un cane killer. La verità è molto più semplice.

Nei secoli passati erano diffusi in tutta Europa dei cani da presa, utilizzati per controllare bovini, suini e altri animali semi-selvatici negli allevamenti e nei macelli, nella caccia grossa, come pure cani da guardia e per i combattimenti, ma niente di così drastico e pericoloso. Ѐ una razza che come molte altre l’uomo ha creato per dei compiti precisi, e in essa – come accade in generale in tutte – si possono riscontrare dei soggetti più aggressivi o agitati di altri.

A mio avviso, quindi, va sfatato questo mito di cane pericoloso. Certo, è un cane impegnativo rispetto ad altri ed è, anche, un cane che ha bisogno di rispetto: è ovvio che, se lo gestiamo in modo errato e ci rapportiamo nel modo sbagliato o con violenza, allora può diventare pericoloso. Questo discorso, però, vale per tutte le razze in generale!

Il Pit Bull è la prima razza tutelata negli Stati Uniti da un club, l’American Dog Breeders Association (ADBA), e pure dall’United Kennel Club (UKC). Ancora oggi l’ADBA accetta solo iscrizioni di Pit Bull, mentre l’UKC ha aperto i propri registri anche ad altre razze. Il Pit Bull ritorna in Europa negli anni Ottanta, diventando in breve un cane tristemente famoso per i combattimenti clandestini e diventando allo stesso tempo un cane di moda.

I PUNTI FORTI

Può piacere o non piacere, ma il Pit Bull è sicuramente un cane fuori dal comune. Ha il fisico di un atleta, è agile, potente, veloce e resistente. Il pelo raso non nasconde le forme muscolose del corpo. Ѐ un cane con doti fisiche straordinarie. Con le persone è in genere molto confidente, socievole e affettuoso, adora il contatto fisico e può passare ore a farsi coccolare. Il pelo raso non è difficile da tenere pulito, ma è preferibile farlo dormire in casa. Non ama la solitudine e teme il freddo. Ha una ridotta tendenza ad abbaiare.

I PUNTI DEBOLI

La sua grande energia e forza fisica non sono da sottovalutare. Un Pit Bull di venti chili può saltare come un grillo, tirare come un bue ed essere decisamente difficile da gestire se è eccitato, fuori controllo e non educato. Proprio l’eccitabilità è uno dei maggiori problemi nel gestire questi cani. Sensibili e pronti ad ascoltarvi in qualunque altro momento, quando sono eccitati possono essere realmente pericolosi. Alcuni maschi adulti possono essere incredibilmente coscienti della propria forza fisica e caratteriale, e imporsi sull’uomo anche senza una minaccia apparente.

Gestire questo tipo di cane richiede notevole esperienza e abilità. L’impulso predatorio tende a essere alto, e sono cani che una volta iniziata la caccia difficilmente si fermano. La tolleranza verso gli altri cani varia da individuo a individuo, alcuni soggetti sono molto socievoli e tolleranti, altri reagiscono con eccitazione e/o sfidando il possibile avversario.

EDUCARE IL PIT BULL

Nell’educazione di un Pit Bull, come per tutte le altre razze, occorre tenere in mente di usare sempre metodologie gentili e che rispettino il cane, e tener conto che tende a eccitarsi facilmente e perdere l’autocontrollo, quindi è necessario lavorare su una linea che lo aiuti a gestirsi e ad autocontrollarsi, in più è consigliabile farlo socializzare con altri cani. Attenzione, non una socializzazione sfrenata con tutti, ma una socializzazione intelligente. Ad esempio, sarebbe opportuno far frequentare al cane le cosiddette classi di comunicazione, ma sempre fatte da persone che hanno competenza in materia, questo è molto importante!

Ha un buon apprendimento e gli piace collaborare con l’uomo, infatti, a volte viene definito un cane da lavoro, ed effettivamente è stato ed è ancora oggi utilizzato in diversi compiti e competizioni sportive (escludendo ovviamente dalla definizione i combattimenti, attività illegali e immorali). Le attività che predilige sono quelle che richiedono una miscela di forza, resistenza fisica e mentale, coraggio e tenacia.

Per la grande socievolezza verso l’uomo, la resistenza allo stress, il piacere al contatto fisico, il Pit Bull è una delle razze che negli Stati Uniti vengono certificate come pet partner, cani utilizzati nella terapia di persone anziane o disabili. Se ci rapportiamo e ci lavoriamo con testa e con cuore – e soprattutto rispettando il cane – è un allievo eccellente!

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INTERAZIONE CANE BAMBINO

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I bambini, amano molto i loro amici a quattro zampe, ma molto spesso non sanno come approcciarsi con loro. Il modo in cui il bambino interagisce con il cane, è molto importante, perché tra loro, potrebbe iniziare e proseguire una bellissima amicizia. Sarebbe quindi utile spiegare e insegnare al bambino, che ci sono delle regole di base che garantiscono un incontro piacevole tra lui e il suo amico cane.

La prima regola importante è quella di chiedere il permesso al padrone prima di avvicinarsi ed accarezzare un cane che non si conosce. Il cane potrebbe essere di cattivo umore, potrebbe essere malato o intimorito dai bambini e queste cose può saperle solo il proprietario.

La seconda regola è non avvicinarsi mai al cane in maniera frontale o posteriore ma sempre davanti facendo una piccola curva. Una volta accanto al cane, accarezzarlo sul petto o sotto il muso. E’ importante che il cane veda chi si sta avvicinando a lui e che non venga colto di sorpresa perché spaventandosi, potrebbe mordere per difendersi.

La terza regola è non avvicinarsi e non disturbare il cane mentre mangia e quando dorme.

Il pasto e il sonno, sono due momenti molto importanti per il cane perché si gode il cibo e si gode il suo momento di riposo. Disturbarlo improvvisamente, potrebbe scatenare una pericolosa reazione di difesa.

La quarta regola è non urlare quando ci si avvicina al cane.

E’ indispensabile utilizzare un tono di voce basso che gli trasmetta tranquillità e non lo metta in allarme.

La quarta regola è non fare i dispetti al cane.

Non tutti i cani, amano i bambini, soprattutto se non sono stati abituati ad interagire con loro sin da piccoli. Infatti, i cani, sono spesso spaventati dai loro modi di giocare bruschi, rumorosi, impertinenti e prepotenti.

Gli attacchi di cani verso i bambini, sono quasi sempre dovuti a difetti di comunicazione tra uomo e cane.

E’ quindi è importante sottolineare che ci sono dei limiti di sopportazione, che spesso i bambini non recepiscono. Per questo motivo, cercare di insegnare al bambino che a determinati atteggiamenti del cane espressi attraverso il linguaggio del corpo, corrispondono degli stati d’animo positivi o negativi che scatenano delle reazioni diverse, potrebbe evitare incidenti spiacevoli.

Rispettare il cane quando non vuole giocare, o interagire con il bambino,

Francesco Damico COACH4DOGS Cell. 3202982429significa fare il bene di entrambi e crescere un futuro padrone di un cane responsabile e attento alle necessità del proprio amico a quattro zampe.

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INIBIZIONE E CONTROLLO DELL’INTENSITA’ DEL MORSO

inibizione del morso educatore e addestratore cinofilo Francesco Damico

INIBIZIONE DEL MORSO

Con “inibizione del morso”, rispettivamente “controllo dell’intensità del morso”, si intende una forma di inibizione che comprende sia la soglia di reazione, prima che un cane morda, che la forza che utilizza mentre morde.

In un gruppo di cani è particolarmente importante che i singoli individui dispongano di una buona inibizione del morso. Altrimenti, in caso di risse, essi potrebbero ferirsi seriamente a vicenda e la sopravvivenza del branco potrebbe risultare compromessa.

 

Perché i cani mordono – ovvero “never say never”

In modo un po’ semplificato si potrebbe dire che i cani mordono … perché sono cani!

Mordere per il cane fa parte, p.es., del comportamento di gioco. Durante il gioco comunque l’inibizione del morso è sempre ben presente.

Se provocati a sufficienza, molti cani finiscono per mordere o pizzicare. Prima di mordere in genere mandano segnali di minaccia. Il cane dà il preavviso con la sua postura e la sua mimica e anche con vocalizzi tipici.

I cani vengono provocati molto spesso. Vengono presi dai bambini, trascinati

per il collare, ci si rivolge loro con voce alta e poco rispettosa, la loro ciotola viene sottratta sotto il loro naso, persone di cui hanno timore invadono la loro distanza di fuga, il veterinario li tocca proprio dove fa male, ecc …. Esattamente come nelle persone, anche nei cani, la durata  di tempo fino ad una reazione e 

l’intensità con cui l’individuo reagisce dipende dal suo bagaglio genetico, dalle esperienze vissute, dal suo stato generale (salute, umore,…) e dal contesto specifico. È molto variabile quanto in fretta un cane “passi alle mani”, o meglio “passi alla bocca”. In certi cuccioli una bassa soglia di reazione può essere riconosciuta precocemente. Ci sono anche cani, che sin da piccoli, non mordono mai.

Proprio come certe persone, che sembrano non perdere mai la calma, anche questi cani però possono perdere il controllo e a volte mordere anche molto intensamente. In un certo senso essi non hanno mai imparato a controllare l’intensità con cui mordono!

 

 

L’inibizione del morso è un’assicurazione sulla vita

Se al cane viene unicamente insegnato di non mordere, sussiste comunque un

certo rischio. Se in una situazione particolare il cane dovesse arrivare a mordere, in genere lo fa una sola volta. Se però non ha imparato a mordere in modo controllato, quell’ unico morso, potrà già provocare una ferita importante. Incidenti di questo tipo sono spesso la condanna a morte del cane.

Con una buona gestione e una sorveglianza attenta, le situazioni a rischio possono per lo più venire evitate. Ma capitano comunque sempre momenti che non avevamo previsto.

Bisogna dunque partire dal principio che qualunque cane prima o poi potrebbe mordere.

Dunque dobbiamo provvedere affinché acquisisca e mantenga una buona inibizione del morso.

 

L’inibizione del morso va esercitata da cucciolo

I cuccioli possono, e devono, imparare nell’arco dei primi 3-4 mesi di vita a dosare la forza che mettono nel mordere. (È molto più difficile insegnare ad un adulto a non usare la bocca in modo incontrollato!). Non tutti i cuccioli imparano questa forma di autocontrollo con la stessa facilità. Sicuramente entra in gioco anche una componente innata, determinata geneticamente. Nella cucciolata il cucciolo esercita l’inibizione del morso con la madre e i fratelli. Il piccolo impara che mordere troppo forte porta delle conseguenze

negative. Per esempio l’altro cucciolo può contraccambiare con un morso altrettanto doloroso oppure urla e interrompe il gioco. Anche la cagna insegna

gradualmente ai cuccioli che usare la bocca con forza con è permesso. Normalmente entro la 14.

settimana di vita la cagna ha insegnato una buona inibizione del morso ai suoi cuccioli.

 

Il cane deve imparare l’inibizione del morso anche nelle interazioni con le persone.

Infatti, anche se il cucciolo impara a controllare la forza con cui usa la bocca

sui suoi fratellini e la sua mamma, non vuole ancora dire che automaticamente avrà una buona inibizione del morso anche verso le persone. Questo compito importante è di competenza dell’allevatore, poiché si tratta di un apprendimento che deve cominciare già dalla 5. settimana di vita.

I giochi selvaggi e incontrollati vanno evitati.

In seguito, dopo l’adozione del cucciolo, l’inibizione del morso deve continuare ad essere esercitata durante le ore di gioco per cuccioli (corsi di socializzazione) e a casa con i nuovi proprietari. È soprattutto durante i momenti di coccole, quando il cucciolo va tenuto fermo o quando vengono

esercitate le manipolazioni correnti (guardare nelle orecchie, in bocca, cura del corpo,…) che si possono riconoscere le “lacune” e si deve intervenire correttamente.

 

L’inibizione del morso va verificata di tanto in tanto e migliorata per tutta la vita del cane Una volta acquisita una buona inibizione del morso, non si ha ancora la garanzia che il cucciolo userà la bocca con cautela per tutta la vita. Bisogna essere sempre consapevoli della necessità di controllare il comportamento del cane e, se necessario, di migliorarlo nuovamente.

Carenze nell’inibizione del morso si possono riscontrare facilmente durante il gioco e quando il cane prende bocconcini direttamente dalla mano.

I cani che in queste situazioni non sono delicati, non hanno una buona inibizione del morso. Se il proprietario ha la necessità di dire al suo cane di “fare piano” al momento di porgergli la ciotola del cibo, significa che il cane non ha una buona inibizione del morso.

Per un’altra persona che non sappia di dover “frenare” il cane e invitarlo ad essere delicato, potrebbe crearsi una situazione rischiosa, p.es. potrebbe farsi pizzicare. Molti proprietari non vedono il problema, dal momento che il cane

non lo fa “per cattiveria”.

L’esperienza dimostra però che in caso di incidente se il cane arriva a mordere, lo fa almeno con l’intensità che ha già usato nel gioco. Proprio per questo è così importante esercitare e mantenere un buon controllo dell’intensità del morso nei nostri cani.

Particolare attenzione va prestata anche ai cani anziani. Si nota spesso, infatti, come in età avanzata gli autocontrolli, fra cui l’inibizione del morso, diminuiscano.

 

Evitare incidenti da morso

Si perseguono due obiettivi:

 

1. Che il cane non morda le persone

A questo scopo bisogna ridurre il più possibile la probabilità che il cane in una determinata situazione si comporti in modo aggressivo. Perché ciò sia possibile, la soglia di reazione del cane deve essere il più alta possibile.

Si sente dire spesso che le persone che si fanno mordere si erano comportate in modo scorretto di fronte al cane.

Per noi proprietari ed educatori consapevoli vale piuttosto che le persone

vengono morse, perché non abituiamo i nostri cani al fatto che esse a volte si comportano in modo scorretto.A questo proposito va sottolineata la grande importanza di una corretta socializzazione dei cuccioli. Ogni cane deve sapere e potersi abituare al fatto che i bambini possono urlare, fare i capricci e piangere improvvisamente, che le persone a volte lo vogliono toccare senza preavviso o piegarsi su di lui e fissarlo negli occhi,ecc…

2. Che il cane, se dovesse mordere una persona, non ferisca

Solo così, se dovesse capitare che aggredisca, è possibile che non morda intensamente.A questo scopo dobbiamo badare che il cane acquisisca una buona inibizione del morso.

L’inibizione del morso si impara lentamente e gradualmente

Una buona cagna insegna ai suoi cuccioli gradualmente a dosare la forza con cui mordono e ad avere una corretta inibizione del morso.

Quando il cucciolo ci mette “troppa foga” viene ammonito, se necessario anche molto seriamente. Il cucciolo non viene ferito, ma si spaventa, a volte molto forte e può gridare dallo spavento.

In seguito gli viene permesso di mordere nuovamente, ma delicatamente.

Con il passare delle settimane, la cagna pretende un controllo sempre migliore.

Nell’esercitare l’inibizione del morso nei nostri confronti, dobbiamo procedere in modo analogo.

L’obiettivo finale è che il cane non ci prenda più del tutto con la bocca, nemmeno i nostri vestiti, le nostre scarpe o le nostre borse. Questo vale anche mentre giochiamo con lui e ci muoviamo rapidamente.

Per “costruire” l’inibizione del morso nei cuccioli è possibile seguire il programma antimorso di Ian Dunbar (leggermente modificato), un noto veterinario anglosassone specializzato in medicina comportamentale:

Fase 1: Non perdere il controllo giocando!

Al cucciolo viene concesso di prendere in bocca delicatamente.

Ogni volta che il cucciolo durante il gioco diventa troppo irruento e mordicchia con più forza, viene ammonito con un verso forte, simile ad un ringhio o con una parola tipo “Aeeeh”. A questo ammonimento segue l’interruzione del gioco.

Fase 2: Prendere in bocca mooolto delicatamente!

Al cucciolo viene concesso di prendere in bocca, ma senza esercitare alcuna pressione con la mascella.

Fase 3: Mollare subito la mano!

 

Fase 4: Non prendere in bocca del tutto la mano!

L’inibizione del morso va esercitata con tutti i membri adulti della famiglia Se il cucciolo tende a mordicchiare i bambini, i genitori devono intervenire ed impedirglielo.

I bambini non sono in grado e non devono correggere da soli questo comportamento.

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Schweizerische Tierärztliche Vereinigung für  Verhaltensmedizin Association Vétérinaire Suisse pour la Médecine Comportementale.

Testo originale: Dr.med.vet. Linda Hornisberger, 1.09 / traduzione e adattamento ESB 2010

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Una scuola per il mio cane. vieni anche tu?

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Dopo il meraviglioso successo della prima edizione, tenutasi Domenica 03 marzo 2013, c/o il P&B Acasamia di Barletta, tornerà il corso Puppy School tenuto da Francesco Damico
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